Dott.ssa Giulia Vincenzo Biologa Nutrizionista

mangiare bene è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte

Se mangiate come se non ci fosse un domani, domani imploderete.

Uno dei capisaldi che dovrebbe avere chi sogna un girovita inferiore a quello del Partenone, ma comunque spesso sconosciuto, è il ruolo della modalità con cui assumiamo il cibo nel dimagrimento e nel mantenimento del peso desiderabile.

E questa è un’altra cosa che noi nutrizionisti ci affanniamo a ripetere non per puro sadismo. 
Quello che mi accingo a spiegare è che, curiosamente, più tempo impieghiamo per consumare un pasto, meno cibo e calorie assumiamo! Questa meravigliosa verità è stata validata da uno studio effettuato presso l’Università di Rhode Island, Kingston, negli Stati Uniti (gli americani sono da sempre un interessante paradosso alimentare, essendo il popolo più obeso del mondo).
In questo studio hanno chiesto a 30 donne di consumare un abbondante piatto di pasta con pomodoro e formaggio: un giorno lentamente (con un cucchiaino e con delle pause) e un giorno velocemente (con un cucchiaio grande e come se non ci fosse un domani) e hanno valutato le calorie introdotte, i grammi di pasta consumati prima di esplodere e il senso di sazietà e di riappacificazione col mondo. 
(Comunque mai che lo chiedono a me di partecipare a ‘ste cose eh, è pur sempre scienza!)
Ho estrapolato i dati e li ho rappresentati in questo grafico fatto da me modestamente medesima:
Mangiarte Lentamente
quello che emerge, anche senza laurea in statistica, è che mangiare lentamente sazia di più, il che si traduce in una minore assunzione di cibo e di conseguenza di calorie.
Questo perché lo stomaco ci mette circa 20 minuti per far capire al cervello che stiamo mangiando e che di conseguenza ci potremmo saziare, ecco perché a parità di cibo chi mangia più velocemente sente ancora fame e odio per la propria esistenza, mentre chi mangia piano da il tempo al cervello di dare un segnale di stop fisiologico e si sente sazio e felice.  Oltretutto, mangiare lentamente significa anche masticare meglio, togliendo un bel pezzo di lavoro allo stomaco che così non deve fare i turni extra per tentare di molecolarizzare un malloppo degno di una impastatrice di cemento. 
Infine, chi mangia velocemente tende non solo ad inghiottire pezzi enormi di cibo uno dopo l’altro, ma ingurgita anche aria, il che porta a quella odiosa sensazione di gonfiore che ci fa arenare sul divano e a ronfare per un’oretta davanti alla tv con la voce stridula della Parodi di sottofondo, limitando i nostri movimenti al minimo sindacale, cioè alla respirazione. 
Per concludere, bastano soltanto un paio di piccoli accorgimenti per favorire la perdita di peso e soprattutto il benessere fisico, mangiando però con la testa; mangiare lentamente.
E poi mangiare è una cosa così bella, godiamocela!
studio pubblicato su American Dietetic Association

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