Test delle intolleranze alimentari: scienza o fuffa?

Ormai se ne sentono di tutti i colori, ma questi test delle intolleranze alimentari sono scienza o fuffa? E’ ora di fare chiarezza. Mi sono stufata.

test delle intolleranze alimentari

Vista la crescente attenzione verso una sana alimentazione unito al desiderio di un corpo esteticamente apprezzato, sempre più persone -magari stanche di tante diete drastiche senza risultati- stanno cercando l’algoritmo perfetto per ottenere il corpo dei sogni. Una volta annusato il profumo del marketing e del guadagno, ecco che stanno nascendo questi test per le intolleranze alimentari: sono come funghi dopo una giornata di pioggia, sono ovunque, sono costosi e promettono di risolvere ogni problema di gonfiore, pesantezza, ritenzione idrica e peso.

Iniziamo dal “conoscere il nemico”.

Test delle intolleranze alimentari più diffusi: come funzionano e cosa promettono

Test Elettrodermici (es. Vega Test)

Questo test viene dal mondo dell’Osteopatia o comunque della Medicina alternativa (non so come si chiama in termine tecnico), serve a “valutare il livello energetico degli organi e la risposta dell’organismo alle varie sostanze”: fondamentalmente si esegue facendo tenere in mano al paziente un elettrodo collegato ad uno strumento di rilevazione dell’energia (ohmetro) e nell’altra viene poggiato un puntale contenente una fiala di estratto delle sostanze da testare (senza fare buchi sulla pelle, solo appoggiato). L’idea sarebbe che se c’è ”caduta di energia” in corrispondenza di una fiala rispetto ad un’altra allora il corpo viene ”indebolito” da tale sostanza e che quindi il paziente deve evitare di assumere. Vabbè, va commentato? Lasciamo perdere.

PS. Tra virgolette ho messo le parole o espressioni che fanno accapponare la pelle ai miei colleghi del mondo scientifico, in quanto praticamente prive di senso chimico.

Test di Kinesiologia Applicata (DRIA Test)

Anche questo viene dal mondo delle medicine alternative (o come si chiamano), in sintesi -perchè non è che io l’abbia capito molto, nonostante tre titoli accademici nelle scienze biologiche- si basa sul principio che ogni disfunzione dell’organismo si accompagni ad una riduzione di forza di determinati gruppi muscolari. Secondo quest’idea, fondamentale per la salute è l’equilibrio tra i sistemi di struttura corporea (muscoli, ossa, articolazioni ecc.) con la psiche e il metabolismo. La rottura di questa armonia, di questo equilibrio genera la malattia. Quando un organismo viene in contatto con un alimento verso il  quale è intollerante si genera una disarmonia e uno squilibrio che si evidenzia anche nel sistema strutturale, causando una riduzione della forza. Quindi una delle modalità con le quali viene eseguito il test è che il paziente tiene con una mano una fiala che contiene l’alimento da testare, mentre con l’altra spinge contro la mano dell’esaminatore.  Se questo percepisce una riduzione della forza muscolare significa che il test è positivo. (estratto parziale dal Dott. Vasco Bordignon, allergologo)

Mi sembra molto scientifico. Ma molto molto. Non riesco a commentarlo di più, sto cercando di non farmela sotto dalle risate.

Test di Leucocitotossico (es. Cito-test, ALCAT-test ecc. )

Qui si sono impegnati un po’ di più per farla sembrare una cosa seria, e ci hanno buttato in mezzo il sistema immunitario. Ora, brevemente: il sistema immunitario non c’entra niente. Stop. Comunque, questo test si basa sulla reazione di una cellula imminitaria (in particolare i macrofagi) ad una possibile molecola intollerante su vetrino: reazione che vuol dire “cambiamento morfologico” ( si sà che il macrofago è un tipo che va molto a simpatie). Ora anche dimenticandoci completamente che il sistema immunitario non è assolutamente coinvolto in processi di intolleranza sappiamo che quando si osserva una qualsiasi cellula al microscopio, essa va fissata e colorata …. processo che altererebbe qualsiasi struttura invalidando dunque (cosa che comunque è molto improbabile) l’interpretazione del test (che inoltre viene interpretata dall’operatore).

Ricerca degli anticorpi IgG e IgE contro gli alimenti

Oh, qui si sono già impegnati un po’ di più per non farla sembrare pura fantascienza: dato che le allergie (e qui c’è sempre il solito casino tra allergie e intolleranze, che son cose diverse ma vabbè) sono su base immunologica quindi coinvolgono gli anticorpi, che hanno deciso di fare?  Valutare la presenza di anticorpi (prodotti sempre da linfociti … questa volta B) contro alcuni alimenti o nutrienti. Utilizzato in buona fede spesso per identificare e associare (in maniera puramente speculativa) intolleranze e sistema immunitario, non trovano nessun razionale e nessun beneficio nei trattamenti. Spesso infatti si possono trovare anticorpi specifici per alcuni peptidi solo perche l’intestino irritato o alterato per cause esulanti le intolleranze, diventa più permeabile e queste proteine vengono presentate ai lifociti più agevolmente (ma questo non comporta nessun problema per la nostra salute).

Qual è la verità allora? Cosa vuol dire essere intolleranti?

La verità è che le intolleranze alimentari spesso non c’entrano niente, non fanno ingrassare, nè ci impediscono di dimagrire, nè ci fanno ”gonfiare”, nè ammalare. Essere intolleranti vuol dire non riuscire a digerire un alimento, il che porta a sintomi prettamente gastrointestinali e malessere generale, mal di testa ecc. cioè se abbiamo un attacco di colite o un semplice cagotto da indigestione non è che ci sentiamo proprio un fiorellino.

Un esempio di “intolleranza vera” è il lattosio: come abbiamo detto essere intolleranti vuol dire non essere in grado di digerire un alimento, in questo caso per via della mancanza/inefficienza dell’enzima lattasi che normalmente scinde il lattosio nei suoi due componenti assorbibili: glucosio e galattosio. Se l’enzima non c’è o non funziona il lattosio rimane indigerito nell’intestino e viene fermentato dalla flora batterica producendo gas, infiammazione e appiattimento dei villi intestinali per cui abbiamo gonfiore, diarrea, dolori e malassorbimento. Si diagnostica con il Breath Test in cui si va a valutare la quantità di un certo gas espirato dopo l’assunzione di una quota stabilita di lattosio, funzione appunto della fermentazione intestinale. Semplice e valido. Altro esempio ma di tutt’altra storia è la celiachia, in questo caso è una vera e propria reazione immunitaria in cui il corpo non riconosce la gliadina (frazione del glutine) e la attacca con gli anticorpi creando anche qui infiammazione, astenia, perdita di peso dovuto al malassorbimento ecc. e si va a diagnosticare con la ricerca degli anticorpi specifici e la biopsia dei villi intestinali. Cose molto più serie, come vedete.

La cosa che mi fa avvelenare più di tutte è il marketing che c’è dietro e l’ovvia presa in giro: spesso i pazienti mi portano i test delle intolleranze alimentari effettuati in precedenza e vedo certe cose scientificamente imbarazzanti, pazienti che risultano intolleranti anche al GLUCOSIO. Il glucosio santo cielo è alla base del nostro metabolismo, come si può essere intolleranti ad una molecola che ci permette di essere in vita e di esistere al mondo e senza la quale cervello e globuli rossi non possono funzionare?

Ma perchè allora questi test delle intolleranze alimentari sono così diffusi e fanno dimagrire?

E’ molto semplice: si esegue un qualsiasi test delle intolleranze alimentari fuffa di quelli appena citati (e ce ne sono in realtà anche altri) su cinquemila alimenti, si fa risultare la persona intollerante CASUALMENTE (e chi di voi l’ha fatti, ci faccia caso) a tutte le cose che tipicamente sono caloriche o fanno ingrassare: frumento, grano, amido, glucosio, fruttosio, saccarosio, frutta zuccherina, farine bianche, patate, farine lavorate, alcolici ecc. poi si consiglia di togliere questi alimenti dalla dieta per risolvere l’intolleranza e ovviamente si dimagrisce. Ma questo non perchè l’intolleranza ci faceva ingrassare, ma perchè semplicemente stiamo mangiando molto meno carboidrati o comunque alimenti calorici. Tutto ciò per modici 200 euro. 

Non fatevi prendere in giro.

Qui potete approfondire, dal sito “science and evidence”.

Anche qui, dalle parole di un allergologo. 

Articolo scritto con la collaborazione dello stimato collega Dott. Alessandro Marinelli, Biologo Nutrizionista, che riceve a Civitanova, Macerata, Tarano. Contatti:    3281662106 [email protected]